Concimi e fertilizzanti

Concimi e fertilizzanti

Il concime e il fertilizzante sono il nutrimento delle piante e bisogna sceglierli con molta cura poiché se scelti errati possono rivelarsi non solo uno spreco di denaro, ma talvolta anche dannosi alla pianta. Il concime è quella sostanza che, somministrata alla pianta, le fornisce gli elementi nutritivi necessari alla sua sopravvivenza. È molto e largamente utilizzato in agricoltura e nel giardinaggio, si può acquistare nei negozi specializzati a prezzi che variano in base alla sua composizione.

La pianta, per la sua nascita e sviluppo, ha bisogno di molti elementi chimici, disponibili in natura. Questi sono i 13 elementi fondamentali:

La prima suddivisione nel tipo di concime si fa in base alla quantità di sostanze necessarie:
Macroelementi
ossia gli elementi principali della fertilità, quelli che la pianta assume in dosi elevate:
Azoto (N)
Fosforo (P)
Potassio (K)
Mesoelementi
cioè gli elementi secondari (che pur la pianta assorbe in buona dose), come:
Calcio (Ca)
Magnesio (Mg)
Zolfo (S)
Cloro (Cl)
Microelementi
assimilati dalla pianta in quantità modeste, ma la mancanza di uno solo di questi può determinare conseguenze anche gravi per la su sopravvivenza.
Boro (B)
Manganese (MN)
Rame (Cu)
Zinco (Zn)
Molibdeno (Mo)
Cobalto (Co)
Ferro (Fe)

Ora cerchiamo di capire in base a ogni elemento chimico come classificarli:

  • Si definiscono organici, quelli ottenuti da un’attività biologica, contenenti il carbonio (C) che a sua volta è legato chimicamente ad un elemento.
  • Sono invece minerali (o chimici), se ottenuti da un processo di raffinazione e lavorazione industriale.
  • Una miscela tra le prime due categorie genera il concime organominerale.

Dal punto di vista strettamente chimico, avremo una seconda classificazione del concime, cioè tra semplici e complessi. I primi contengono in grandi quantità uno dei tre macroelementi, Azoto, Fosforo, Potassio. I secondi, invece, contengono un mix di elementi principali. Nello specifico, se hanno delle composizioni di soli due elementi si chiamano anche binari (NP, NK, PK). Ternari, se ne contengono tutti e tre (NPK).

  • azotati
    L’azoto svolge un ruolo primario per la crescita e lo sviluppo della pianta, prepara la fioritura e dà un bel colore verde intenso all’apparato fogliare. I principali tipi di fertilizzante di questo genere sono: il nitrato di calcio, il nitrato di sodio, il solfato ammonico e l’urea, che vanta la più alta concentrazione di azoto (46%).
  • fosfatici
    Il Fosforo è fondamentale nel momento della fioritura e per la fruttificazione. A differenza dell’Azoto, non necessita di grandi quantità. I più diffusi sono i perfosfati minerali, il fosfato di calcio e il fosfato di ammonio.
  • potassici
    Permettono di dare colore ai fiori e sapori ai frutti. I nitrati potassici (che contengono anche una quantità di azoto) e solfato di potassio sono i più utilizzati per questa categoria.
  • organici
    I primi tre sopracitati appartengono ai concimi detti “minerali”, cioè prodotti chimicamente nelle raffinerie. Quelli organici, invece, vantano un utilizzo che si spinge indietro nei secoli. È tutto sommato il migliore, perché fornisce il maggior numero di elementi fertili alla pianta contemporaneamente, rende più sciolti i terreni compatti (e viceversa), riesce ad alzare la temperatura della terra grazie al processo fermentativo. I più diffusi sono quelli provenienti dal letame degli animali (o stallatico). Tuttavia, il loro uso è diminuito a causa della scarsità rispetto alle superfici coltivabili. Si trovano in commercio anche lavorazioni di sangue secco dei macelli, estratti della cenere, ecc…

Per conteggiare precisamente la quantità di fertilizzante, bisognerà conoscere un secondo parametro, cioè il suo titolo.

Sulle confezioni di fertilizzante vengono indicate delle cifre, separate da trattini, o a volte spaziate da segni di addizione. Se ci troviamo davanti a un composto minerale che riporta il “titolo” 15-3-15, vuol dire che su 100 Kg di prodotto 15 saranno di Azoto, 3 di Fosforo e ancora 15 di Potassio. Eventuali altri elementi saranno aggiunti e specificati da una legenda sottostante al titolo stesso.
Ogni azienda ha dei prodotti, prevalentemente liquidi, che indicano specificatamente anche la pianta cui sono destinati (per gerani, piante grasse, betulle, orchidee etc.), oltre al tradizionale concime universale, adatto a tutte le piante verdi e da fiore.
Una tecnica di concimazione meno diffusa, ma non per questo poco efficace, è quella fogliare. In pratica gli elementi da somministrare alla pianta vengono diluiti in acqua e pompati sulle foglie. Queste, assieme agli steli, assorbiranno il prodotto. Non pompate il prodotto nelle ore più calde della giornata, evitando che evapori prima di essere assorbito. Il vento rende parzialmente inefficace l’azione fertilizzante.

I prodotti consigliati dalla nostra serra:


CONCIMI LIQUIDI SPECIFICI

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