Ragnetto rosso

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Il ragnetto rosso Tetranychus urticale appartiene alla famiglia dei Tentranichidi. I danni principali prodotti sulla vegetazione a seguito dell’attacco di questi litofagi, si manifestano con decolorazioni fogliari grigio-giallastre e con la comparsa di residui ragnatelosi riscontrabili sulla pagina inferiore; le foglie infestate possono cadere anticipatamente o necrotizzare ed anche i fiori possono risultare danneggiati.

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L’inizio della riproduzione avviene in primavera. Durante la stagione calda sono capaci di completare una generazione nel giro di una settimana. I tempi si allungano quando le temperature diventano più basse. Nelle zone in cui gli inverni sono miti (Sud Italia) le generazioni possono susseguirsi per tutto l’anno, anche se nella stagione fredda risulteranno rallentate. Nelle regioni più fredde possono passare l’inverno sia sotto la forma di adulto sia sotto quella di uovo. Alle nostre latitudini si possono avere al massimo 6-8 generazioni all’anno.

I danni

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Le foglie appaiono notevolmente decolorate a causa delle punture del parassita. In genere si vanno a localizzare nei pressi delle nervature centrali, ed è proprio lì che compaiono i primi sintomi. Le decolorazioni prendono un aspetto giallo-rugginoso e la foglia assume un aspetto arido e debilitato. Se non si interviene si sussegue la caduta delle foglie, soprattutto in presenza di vento secco.

Se non si interviene per tempo (e le condizioni climatiche sono favorevoli), vi sarà la comparsa anche di piccole ragnatele che indica una fase molto avanzata dell’infestazione.

I frutti appaiono sporchi, “puntinati” e talvolta vi è la comparsa di bolle arancioni.

Per riconoscere dai primi sintomi l’affezione bisogna osservare, possibilmente con una lente di ingrandimento, il retro delle foglie. Il problema è presente se si evidenziano puntini piccolissimi di color rosso o anche marrone scuro.

Nel Nord Italia il ragnetto fa la sua comparsa in estate e riesce a portare a termine solo poche generazioni.

Come agire

Per affievolire l’aggressività dell’acaro può anche solo essere sufficiente spostare il vegetale, se è in vaso in una zona più ombrosa e vaporizzarne più volte durante la giornata la chioma. Può anche essere utile bagnare ripetutamente il pavimento intorno o porvi alla base un sottovaso riempito di argilla espansa e acqua. Importante è anche sollevare da terra il contenitore in maniera che non venga direttamente a contatto il pavimento surriscaldato che causerebbe l’aumento della temperatura del substrato e migliori condizioni di vita per l’acaro.

Mentre la situazione non diventa quasi mai grave nei giardini, può invece diventarlo su balconi e terrazzi molto assolati.

In questo caso è indispensabile intervenire con acaricidi specifici. Il periodo in cui il ragnetto è più sensibile va da giugno ad agosto. Evitiamo di usarli eccessivamente per evitare che l’animale sviluppi velocemente resistenza. Di solito è consigliato un trattamento all’anno.

Poniamo particolare attenzione nella scelta del prodotto (sempre acaricida e non insetticida!): deve abbinare diverse molecole attive contro tutti gli stadi di sviluppo, da uovo ad adulto e che abbia un’azione translaminare o citotropica.

Per la prevenzione può anche essere utile, durante l’inverno, la distribuzione di olio bianco (che agisce per asfissia) su tutto il tronco della pianta (magari miscelato ad un ovocida).

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